STUDIODARTEROBERTA


CENERE E COLORE - ASH AND COLOUR
2026
119 x 59
Questa opera materica appartiene alla serie dedicata ai segni, alle tracce e alle impronte lasciate dalla presenza umana. Ogni azione produce un residuo, visibile o nascosto, e il lavoro trasforma questa idea in un paesaggio fisico ed emotivo.
Astrazione concettuale contemporanea basata sui materiali Quest'opera a tecnica mista fa parte di una serie che esplora tracce, gesti e segni lasciati dalla presenza umana. Ogni azione lascia un segno – visibile o nascosto – e quest'opera trasforma tale idea in un paesaggio fisico ed emotivo. Creata con lenzuola di cotone recuperate e imbevute di gesso, stucco e colla vinilica, la stoffa viene modellata direttamente su una tela, permettendo a pieghe, tensioni e gravità di diventare parte integrante della composizione stessa. Sotto la superficie prevalentemente bianca si trovano frammenti di carta colorata precedentemente dipinta con pennarelli a base alcolica e poi bruciata direttamente sul materiale umido.
La mia pratica si concentra sulla trasformazione di materiali umili e di recupero in spazi tattili di memoria, dove la materia conserva il ricordo di gesti, tempo e trasformazione. La luce modifica continuamente la percezione dell'opera, rivelando pieghe, ombre, bruciature e texture che cambiano nel corso della giornata. Quest'opera è ricca di texture materica, pronta per essere appesa e realizzata con tecnica mista tela su tela.


























Il processo di combustione è diventato imprevedibile e parzialmente incontrollabile: la miscela umida di colla e gesso ha spento ripetutamente le fiamme, preservando frammenti di colore, texture bruciate e tracce sospese sulla superficie. Ciò che rimane non è né distruzione né decorazione, ma testimonianza – residui di un'azione catturata nel tempo. L'opera si muove tra pittura e scultura, astrazione e memoria. Il drappeggio del tessuto evoca forme organiche, paesaggi erosi o silenziose presenze umane, mentre delicate tonalità rosa e segni neri bruciati emergono attraverso la superficie bianca dell'opera come residui emotivi sotto una calma apparente.
